Il “sì al Referendum Giustizia” e il moderno “dagli all’untore!” dell’italiano medio “assetato di sanzione”.

Adesso con il sì gliela facciamo vedere noi alla magistratura”
“Chi sbaglia paga, ma perché i giudici non vengono mai puniti?”
“Licenziamento e pene esemplari per chi sbaglia!”

Questi sono solo alcuni degli slogan che, nelle piazze fisiche e virtuali, hanno accompagnato le opinioni dei sostenitori del sì al Referendum sulla Giustizia, molti probabilmente proferiti più per fede elettiva verso il Governo che lo ha promosso che per reale consapevolezza o coscienza civica nei confronti di un testo sul quale, per quanto tecnico e complesso possa essere, sarebbe necessario farsi un’idea precisa, prima di varcare la soglia della cabina elettorale per tracciare la “X” con la matita fornita dal Ministero.

Del resto nulla di nuovo. Un “dagli all’untore!”, di manzoniana memoria, attualizzato che abbiamo sentito urlare a gran voce nei confronti di svariati soggetti, dal dipendente comunale che commette un errore formale trascurabile su una pratica all’individuo che possa anche solo essere sospettato di aver commesso qualsiasi reato, ancorché minore, o persino un semplice illecito amministrativo, che “dovrebbe restare in galera fino al termine dei propri giorni” (ovviamente, buttando la chiave).

Commenti, sui social o al bar, sempre recanti lo stesso tenore: “punizione esemplare”, “licenziamento”, “deve marcire in galera”. Curioso, però, che questo non si applichi quando, per esempio, sono essi stessi che parcheggiano l’auto in doppia fila o in corrispondenza degli stalli riservati alle persone con disabilità, o magari gettano la sigaretta appena fumata o una cartaccia per terra. “Sono solo 5 minuti”, “non trovavo parcheggio da nessuna parte e ho fretta”, “che sarà mai?” le espressioni proferite in tal caso. Nessuna punizione esemplare qui insomma, no?

Chi glielo dice a costoro che, per esempio, nel pubblico impiego, quello che vede CCNL scaduti da anni e anni e retribuzioni sempre meno al passo con l’incremento del costo della vita attuale, nel solo anno 2023 ci sono stati oltre 650 licenziamenti e pressappoco 11000 procedimenti disciplinari irrogati?

Ora che il “dipendente pubblico fannullone” è temporaneamente passato di moda, è il turno della Magistratura, rea di non aver avallato sentenze “politicamente orientate” circa tematiche ideologiche come migranti e sicurezza (applicazione delle normative nazionali e internazionali, questa sconosciuta…).

Un migrante ha rubato una mela al supermercato? Colpa dei giudici!
Un soggetto si è fatto 25 anni di galera piuttosto che 30? Colpa dei giudici!
Arriva la domenica per fare la gita fuori porta e piove? Colpa dei giudici!

Ovviamente la soluzione è sempre la stessa: “punizioni”, “licenziamenti”, “pene esemplari”, poco ci manca che si torna alla gogna in pubblica piazza.

Ça va sans dire, anche qui sono abilmente snocciolate caterve di dati falsi e tendenziosi.

I magistrati italiani, dati alla mano, risultano tra i maggiormente sanzionati, facendo un confronto con i “colleghi” del resto d’Europa. Su quasi 200 decisioni disciplinari nel biennio 2023-2025, quasi la metà (45% su 199 totali) consegue in condanne definitive, le quali consistono in un caso su cinque nell’irrogazione di sanzioni gravi e uno su dieci perfino nella rimozione. Il 75, o il 90% di assoluzioni sono, pertanto, percentuali false, gonfiate ad hoc per aizzare l’indignazione della folla di cui sopra.

Ma pur non menzionando i dati, che di per sé hanno già un valore oggettivo inconfutabile, è molto facile individuare e comprendere il motore trainante dell’ondata d’odio che sta sospingendo l’incerta andatura della nave del “sì”: la tendenza dell’italiano medio, con la bava alla bocca, a trovare sempre un colpevole, un capro espiatorio, sul quale riversare la propria frustrazione e malcontento. Augurando, ovviamente, la “morte lenta e dolorosa” della peggior punizione possibile.

Sono senza lavoro e senza un euro in tasca? La colpa è dei dipendenti pubblici che “vengono messi dallo Stato [ovvero: hanno vinto un concorso che spesso conta migliaia di partecipanti] a prendere millecinquecento euro [che in molte parti d’Italia bastano a malapena a pagare affitto e spese per sopravvivere] per non fare niente, pagati da noi contribuenti! [spesso detto da chi non ha versato un solo euro di tributi in vita sua]”

Ho preso una sanzione amministrativa per aver parcheggiato in doppia fila o su uno stallo per persone con disabilità? La colpa è del vigile che “al posto di pensare alle cose serie mi ha fatto la multa”.

Ora è il turno per cui ogni cosa, dalla fame nel mondo alla mancata vittoria della Champions di una squadra italiana, è colpa della magistratura. I giudici sono gli untori dell’anno domini 2026.

Insomma, parafrasando una famosa citazione “una punizione esemplare vi seppellirà”. Sperando che non lo faccia in maniera inesorabile con il Paese.